allinguasciolta

 

casanova(vinci)

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raccolta di giuseppe - casanova-s.ansano (vinci)

 

 

abise = lapis, matita: E., capo muratore della ristrutturazione della mia casa(91-92), lo usava per

designare la matita dei muratori. Come parola che comincia con vocale, riceve regolare

articolo: “l’abise”.

 

acquetta = varechina, candeggina (R. S., ott. ’98) “Pe’ levassi il nero dell’ uva dalle mani, ci

vuole l’ acquetta”

 

adottazione = adozione, come dice M. L. (’97) “Sono bambini in adottazione”

 

aggredimento = aggressione, usato da V. che raccontava la storia del cane Maro che gli ha

mangiato un’altra gallina (17-8-98)

 

alido = il caldo afoso, che fa seccare le piante (comune a tutta la zona di Vinci)

 

all’incontro = al contrario (comune in tutta la zona)

 

amatoma = per ematoma, da R. S. (novembre ’99) “M’è saltato addosso il cane e m’ha fatto

un’amatoma sulla gamba”

 

ascesa = sarebbe l’opposto della discesa, ma viene usata nel significato di discesa (B. S., 8

settembre ’98, nella ramatura degli ulivi, a proposito della pompa che “nell’ascesa non

pesca bene”), comune in tutta la zona. Anche nel corridoio di attesa del medico (distretto

socio-sanitario di Vinci) ho sentito usare ascesa al posto di discesa: in salita si fatica, invece

in ascesa tutti i santi aiutano.

 

astiare = invidiare; “quei ramerini glieli astio proprio!” (rivolgendosi a me, il N., detto Dente

variato, che utilizza spesso il verbo per dire che ha invidia di qualcosa). Con significato

simile, ma con sfumatura più lieve è agogna(re), sempre usato da N.

 

attrazione = trazione, riferito alle auto: “ha l’attrazione anteriore” (E., muratore, periodo da

nov. 91 ad ottobre 92); o al mettere in trazione qualcosa o qualcheduno: “è stato messo

in attrazione” riferito da M. (estate 95) a proposito del fratello caduto da un albero

che all’ospedale era stato messo in trazione come ultima tentazione (v.)

 

Baldo = a proposito di Pippo Baudo, L. di Faltognano, “Che lo vede lei Pippo Baldo alla

televisione?” (1995)

 

borda(re) = mescolare, miscelare, con uno strumento, qualche cosa dentro ad un liquido (B. e

V. S.). Per la ramatura degli ulivi “il rame e il bianco (= la calce) vanno bordati bene

con l’acqua nella botte(v).

 

botte = il contenitore dell’acqua utilizzato per i trattamenti alle piante (di varie capacità e costruito,

oggi, in materiale plastico. Prima dell’avvento della plastica era una “botte” di legno utilizzata orizzontalmente invece che verticalmente); quella dei S., attaccata al trattore e comandata da meccanismi del trattore per l’erogazione dell’acqua dalla pompa, ha la capacità di 5 ettolitri.

Il nome dato al contenitore odierno deriva dalla “botte” di legno, messa sul carro trascinato

dai buoi, che serviva a portare l’acqua per la ramatura.

 

breccaut = coffee break (da R. F., per annunciare ai partecipanti l' intervallo durante i

Seminari sull'agriturismo - 1997)

 

bolognino = erba medica (comune), utilizzato da A. M., quando, prima di stipulare il

contratto d’acquisto della casa, volle l’affitto almeno per un anno del taglio del

bolognino per i conigli. Concessogli per 100 lire, ahinoi! (1991).

 

bruci = bachi, bruchi (sentito per la prima volta da Dente Variato – comune a tutta la zona)

 

calibrio = equilibrio, V. S. 2005, descrivendo il suo sentirsi male per un episodio ischemico

 

capanno = fienile

 

capomilla = camomilla, comune a tutta la zona

 

casano = per casiere, uomo di fiducia (un potatore che sta a Vitolini, aprile ’99) “era stato casano

del tizio”

 

ciucco = cretino, stupido, imbecille (comune in tutta la zona)

 

corrìre = correre (V. S., in occasione della vendemmia ‘98, con tempo piovoso: “Stiamo

carmi, con questo tempo ‘un c’è tanto da corrìre!”)

 

contenta(re) = restare soddisfatti, di un lavoro in particolare (F. S., potatore, che sta a

mezza strada tra S.Ansano e Vitolini) “Se lei si contenta!”

 

dondola = per donnola (il muratore P., a proposito delle donnole o faine che vanno per i tetti a

cercare i nidi degli uccelli – Casanova 18-8-98)

 

dorcia = doccia, grondaia

 

e pace sia … = comune intercalare dopo il nome di una persona morta (A. M.,

1991, ma anche C. D. 2004)

 

furfè = per forfet, nell’espressione ha dato furfè (= si è arreso, si è ritirato, ecc.)

 

gole = nell’espressione “avere le gole”, che sta per “avere il groppo alla gola", essere molto

emozionato (C., Ponte a Elsa, più volte negli anni 1996 / 98)

 

ghiavolo = diavolo, nell’espressione “ghiavolo!” per sottolineare enfaticamente qualcosa (utilizzato

spesso da B. S.). La g iniziale è pronunciata gutturalmente, un suono tra la g e la d

 

lassi = lapsus, al plurale (sia il meccanico M. –detto da noi lo gnomo – 1997; che R.

F., nov. 2001)

 

marrone = zappa (comune a tuta la zona)

 

melone = mortadella di Bologna (a Vinci, chiesta normalmente nelle botteghe)

 

micacazze = kamikaze, R. F., a proposito dei terroristi kamikaze islamici (nov. ’01)

 

montanbacche = mountain bike

 

murare = costruire una casa (comune a tutta la zona) “Il tale ha murato alla cappella del Calistri”

 

murativa = di terra dove si può costruire case (comune a tutta la zona)

 

nasser = Nas dei Carabinieri, L. di Faltognano (1996) “E so venuti i Nasser e hanno trovo una

confezione di biscotti scaduta, m’hanno fatto la multa! O che posso guardà tutto io? Per me

l’hanno mandi i carabinieri di Vinci, ci dev’esse’ qualche parente di questi Nasser a Vinci…”

 

omo = oltre al consueto uso toscano che riduce uo di uomo ad o, B. S. indica sempre V. (suo

fratello minore) come il mi’ omo (con significato affettivo per una consuetudine

antica, equivalente a mio familiare, mio fratello)

Ed è uso di R. C. indicare sempre la moglie M. come la mi’ donna

 

oppuramente = oppure (C., negozio di Faltognano, 29 ottobre ’98)

 

palora = parola. V. S. (nov. 2000), riferendosi a G. che non vuole che parli alla bambina:

“So palore da ‘ndì” (= sono parole da non dire).

La forma palora si ritrova nella Tancia del Buonarroti, atto V (1612)

 

panter = partner, F. a proposito di un progetto europeo che l’Associazione Centro Studi

Arti e Mestieri presenta alla Regione “insieme ad altri panters” (1997)

 

pazientosa = paziente (usato da una donna, a Vinci, nella bottega di civaiolo vicino alle poste, 1994)

 

pecchia/e = ape/i (R. C. e M. L., nostri vicini, 1998)

 

pecorite = N. “dente variato”, parlando del figlio S. che è andato all’ospedale dove gli è

stata scopertauna pecorite trascurata, probabilmente una pleurite (dicembre 2002)

 

pilessia = epilessia, nell’espressione “Il tale ha la pilessia” (Cognato di B. S., di nome

Rigoletto, vendemmia ’98)

 

proda = nome utilizzato per designare la terra tra i filari della vigna (S., i due fratelli, ma anche

tutti i partecipanti alla vendemmia, ‘98)

 

promaticcio / a = per primaticcio /a (comune a tutta la zona)

 

protensiolosi = E ‘un so’ ragazzi protensiolosi (A. riferendosi ai figli, a proposito di L. che

vorrebbe rimanere a Milano, da bersagliere, invece di essere mandato in missione in

Ungheria o in Sicilia – 10/1/98)

 

rappresenterò = per presenterò, nel senso “porterò i suoi saluti a qc.”, comune a tutta la zona di

Vinci

 

renditi = redditi, nella frase “denuncia dei renditi” (V., B. S., ma anche L. S., ottobre ‘98)

 

reno = rene (comune a tutta la zona)

 

retoia = mangiatoia per le bestie nella stalla. A Casanova c’era la retoia, nell’attuale “sala”, ma

il legno era troppo malandato per mantenerla. (E., muratore, 1991)

 

Santo Sano = Sant’Ansano (Vinci, ma anche a Siena e S. Quirico d’Orcia)

 

scaniare = sciupare, cadere, distruggere. “L’uva? la tramontana dell’altro giorno l’ha tutta

scaniata!” (V. S., 31/08/’98)

 

sdubbiarsi = non fidarsi più, di una persona o di una situazione (S. A., più volte, ma

anche A., amico di F., 2004)

 

semafero = semaforo

 

sentuto = sentito (comune a tutta la zona) “Codesto nome l’ho sentuto dì”, di una persona della

quale si è fatto il nome

 

sfarto = asfalto (lo sfarto). “tanto a Vinci ‘l Comune ‘un sfarta”, come ci annunciò il N. la

prima volta che ci parlò (estate ’91) a proposito della strada sterrata che viene da

Sant’Ansano (che invece è stata poi asfaltata)

 

siin = siano. Ambulatorio USL di Sovigliana, anno 2000, un uomo di settant’anni circa, riferendosi

ai tempi di attesa per entrare nella stanza dei prelievi “Mi par che siin di mórto lenti, mi

pare

 

sìrulo = siluro. Il N., che ha subito un incidente lungo la strada di San Donato “e m’ è venuto

addosso, andava come ‘n sìrulo!”(1994)

 

smotora (re) = mandare un mezzo a motore. V. S. (1997) a me, che avevo lavorato a lungo

con il rasaerba: “O quanto hai smotorato oggi?

 

spafaldo = spavaldo (S. A.)

 

straporto = trasporto (comune in tutta la zona di Vinci)

 

struggere = sciogliere nell’acqua, per es. struggere il rame per la ramatura (B. e V. S.)

 

tagliola = usato per indicare persona della quale non fidarsi affatto (potatore di Vitolini, aprile ’99,

parlando del benzinaio e dei Montanelli) “Sie, è ‘na tagliola quello!”

 

telefano = telefono (comune in tutta la zona)

 

tentazione = tentativo, utilizzato da M. nel contesto dell’ “attrazione” (v.)

 

tirenta (re) = tirare. V. S. (dicembre 2002) che si è fatto l’operazione di ernia inguinale dice

che sta bene, però mi tirenta i punti

 

trama = fioritura dell’ulivo, la mignolatura (comune a tutta la zona) “Quest’anno c’è di morta

trama, speriamo bene!”

 

tramuta(re) = spostare da un luogo ad un altro, in particolare usato per la macchina (potatore di

Vitolini, aprile ’99) “Se dà noia, vo a tramutà la macchina”

 

trene = invece di tre, V. S., novembre 2000, parlando del cane Maro che, scioltosi, ha ucciso

tre galline: “Me n’ha morte trene, ma ora basta, se non ci stanno attenti mi ripagano tutte

quelle morte anche prima”

 

turbazione = perturbazione atmosferica, da R. S. (nov. ’99)

 

utimo = ultimo (comune in tutta la zona). V. le lettere della Macinghi Strozzi ai figli, XV sec.

 

vantazione = usato in “non lo fo per vantazione” = non lo fo per vantarmi (comune a tutta la zona)

 

variato = avariato, cariato, riferito al dente: “avere un dente variato” fu utilizzato dal N. come

metafora per convincerci a buttare giù il nostro “capanno”, cosa che, a suo dire, avrebbe dato una migliore possibilità di visione al C.

 

venir via le traverse = prendere la strada più breve per arrivare da una casa all’ altra in campagna,

quindi: attraversare per i campi, senza passare dalla strada principale “So’

venuta via le traverse pe ffa prima e ora c’ho le scarpe tutte sporche... e così

un posso entra in casa!” (M. L., nostra vicina, il 3 gennaio ’99)

 

ventolazione = ventilazione (comune in tutta la zona)

 

ventolatore = ventilatore (comune a tutta la zona)

 

vercia(re) = versare, con la c pronunciato quasi sc:verscià (V. e B. S.)

 

vetrinaio = veterinario (R. F., ott. ’98)

 

vichie = vite, pronunciato (il ch) similmente allo jota spagnolo, ma con un sono tra la j/t/v (B. e

V. S.) “le vichie soffrono l’alido(v) (comune ai nati nella zona di Vinci)

 

vignolo = spazio tra i filari degli olivi: così lo definiva il M. A., quando, poiché era

stato “sacrificato” dalla vendita della casa e della terra, ci chiedeva di dargli “almeno un

vignolo per piantarci le patate”

 

 

 

 da giuseppe a lucca e roma raccolgo:

 

Ignazio della Iole  (ignacio de loyola)

la conferenza del pozzo (sempre muratore solito- circonferenza del pozzo)

"che Dio li sperda 'nfra le nuvole e la merda" suo zio o nonno san quirico d'orcia

far la fine di baralla, che gli tocco' mori' senz'assaggialla

 

tremendo: il ferma-bimbi, nel 75 ancora, prima dei nidi, l'o.n.m.i parcheggiava mucchi di bambini con delle vigilatrici d'infanzia che per gestire una cinquantina di marmocchi si arrogavano il diritto di legarli con una sorta di pezza di tessuto lunga ai gabinetti per esser certe che non si sarebbero alzati prima di averla fatta tutta. il ferma-bimbi li assicurava alle panche anche nel momento del pasto  e altri momenti della giornata. psico-pedagogista e pediatra vennero  chiamati a risolvere scene di marasma e problematiche legate alla masticazione, visto che tutto il cibo era frullato, fino ai tre anni. come le oche.

 

 

 

 

 

 

 

 

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